lunedì 18 maggio 2009

Il Santuario dei SS. Cosma e Damiano nella banca dati dei Santuari d'Italia


Nell’ambito del programma di ricerche (1998-2003) coordinato dal prof. André Vauchez (Direttore dell’Ecole Française de Rome) sul tema l’Uomo, lo spazio e il sacro nei paesi del mediterraneo, in collaborazione con numerosi studiosi italiani e stranieri, è nata la ricerca dedicata al Censimento dei santuari cristiani in Italia dall’antichità ai nostri giorni.
Nel giugno del 1997 si è tenuta a Roma presso l'École Française una tavola rotonda su Lieux sacrés, lieux de culte, sanctuaires: approches terminologiques, méthodologiques, historiques et monographiques con lo scopo di definire i termini e gli obiettivi di questa ricerca. Nodo iniziale del lavoro è stato quello di trovare una giusta e ampia definizione di "santuario", termine curiosamente ignorato dal diritto canonico sino al 1956. Dal dibattito è emersa la necessità di arrivare a un'idea flessibile del concetto di santuario che tenesse conto della dimensione storica della ricerca: si è deciso di considerare santuario ogni luogo segnato da "apparizioni" e "miracoli", oggetto per questo di devozione e di pellegrinaggio spontaneo, nato in genere al di fuori delle normali istituzioni ecclesiastiche, ma divenuto presto loro stretto "alleato".
Sulla base di questa riflessione metodologica e storiografica, partendo dalla ‘constatazione dell’importanza dei luoghi e degli itinerari santi all’interno delle culture che oggi come ieri sono presenti nel mondo mediterraneo’ si è avviato il censimento sistematico di tutti i santuari cristiani in Italia nel quale sono stati inclusi non solo i santuari oggi esistenti ma anche quelli scomparsi, attestati oramai solo dalle fonti scritte.
E’ stata creata una banca dati in rete e a tal fine è stata realizzata dall'École française de Rome una scheda informatica che prevede cinque macro sezioni:
- Generali
- Architettura e notizie storico-artistiche
- Pratiche religiose
- Fonti (con segnalazione della presenza di eventuali archivi)
- Bibliografia
Hanno aderito al censimento trenta Università distribuite su tutto il territorio nazionale che hanno formato équipe regionali di lavoro. Ogni équipe regionale è stata coordinata da studiosi con competenze disciplinari specifiche e tali da soddisfare le esigenze legate all’intero arco cronologico - dal tardo antico all’età contemporanea - e alla multidisciplinarietà del progetto.

Da http://www.santuaricristiani.iccd.beniculturali.it/Default.htm


La voce per il nostro santuario è stata curata da M. Marotta ed è visibile al seguente link:

http://www.santuaricristiani.iccd.beniculturali.it/Common/dettaglio.aspx?idsantuario=233

lunedì 22 settembre 2008

FESTEGGIAMENTI IN ONORE DEI SS. COSMA E DAMIANO

Festeggiamenti in onore dei Santi Cosma e Damiano
RAVELLO

23 -25 SETTEMBRE: TRIDUO STRAORDINARIO IN ONORE DEI SANTI

23 SETTEMBRE

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Ore 17,30: Santuario - Recita del Santo Rosario, processione fino alla Chiesa di S. Michele Arcangelo, celebrazione Eucaristica, esposizione dei Santi medici.

24 SETTEMBRE
Ore 17,30: Chiesa San Michele Arcangelo - Recita del Santo Rosario, processione fino alla Chiesa di S. Pietro alla Costa, celebrazione Eucaristica, esposizione dei Santi medici.

25 SETTEMBRE
Ore 17,30: Chiesa S.Pietro alla Costa - Recita del Santo Rosario, processione fino al Santuario, Messa Solenne in suffragio di Mons. Pantaleone Amato, già Rettore del Santuario.
AL TERMINE, BENEDIZIONE DEL PANE E DELL’OLIO

26 SETTEMBRE 2008

RAVELLO CELEBRA LA FESTA DEI SANTI COSMA E DAMIANO


Ore 7.00 - 8.00 - 9.00 - 10. 00 - 11.30 - Santa Messa comunitaria
Ore 17.00 Santa Messa Comunitaria
Ore 18.00 Processione dei Santi per la Contrada
Ore 19.00 Messa solenne celebrata da S.E. Mons. Orazio Soricelli.


In tutte le domeniche dal 28 settembre al 31 ottobre l’orario delle Sante messe nel Santuario sarà il seguente: ore 8.00 – 9.30 – 10.30 – 11.30 – 17.30.
Fino al 25 ottobre, ogni sabato, messa alle ore 10,30.
Durante l’anno la messa sarà celebrata, ogni domenica e festività liturgiche, alle ore 10,30.
Fino al 31 ottobre il Santuario sarà aperto nei giorni feriali: dalle ore 9,00 alle 12,00 e dalle 15,00 alle 18,00

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Per eventuali necessità e per la visita al Santuario in orari di chiusura rivolgersi a Padre Antonio Petrosino tel. 3475151609 e Nicola Amato tel. 338.3995916.
Per contatti e- mail: santuariosancosma@tiscali.it - fax 089.858577

DAL 1° SETTEMBRE SONO FINALMENTE INIZIATI I LAVORI DELL’ASCENSORE A SERVIZIO DEI FEDELI, PER I QUALI SI CHIEDE LA COLLABORAZIONE DI TUTTI

sabato 5 luglio 2008

Festa della Madonna delle Grazie

Domenica 6 luglio la comunità parrocchiale di S. Pietro alla Costa celebrerà la festa della Madonna delle Grazie. La festa, celebrata anticamente il 2 luglio come riferiva Luigi Mansi sul finire dell'Ottocento, oggi viene fatta la prima domenica di Luglio.
Quest'anno, a causa dei lavori di risistemazione del borgo di Torello, la processione che avrà inizio alle ore 20.00, giungerà attraverso via S. Pietro e via della Repubblica, al Santuario dei SS. Cosma e Damiano.
Concluderà i festeggiamenti un pregevole spettacolo pirotecnico dalla rada di Marmorata curato dalla rinomata ditta pirotecnica Di Matteo Amodio alle ore 21.15.
La giornata sarà allietata dalla giovane banda di "Giffoni Sei Casali" diretta dal M° Massimo Amendola.

giovedì 1 maggio 2008

MESE DI MAGGIO

E' iniziato ieri 1 maggio il mese che la Chiesa dedica alla preghiera e alla venerazione della Madonna. La comunità parrocchiale di San Pietro alla Costa-San Michele celebrerà il mese nelle tre chiese della parrocchia.

Dal giorno 1 al giorno 10 al Santuario dei SS. Cosma e Damiano

Dal giorno 11 al giorno 20 nella Chiesa di San Michele a Torello

Dal giorno 21 al 31 maggio nella Chiesa di San Pietro dove si concluderà con la processione con la statua della Madonna della Grazie.

In questi giorni il santo rosario verrà recitato alle 18.00, la Santa Messa celebrata alle 18.30.

domenica 23 marzo 2008

Casa d'Accoglienza mons. Pantaleone Amato

Certamente dal cielo Don Pantaleone sarà felice nel vedere la sua casa abitata dai sacerdoti e religiosi , che vi si fermeranno per godere un po’ di riposo.
Era stata per moltissimi anni il suo nido , che egli aveva sistemato al terzo piano del fabbricato, nato quasi dalle sue mani perché diventasse “La casa del pellegrino”. Ora, le cose sono cambiate: per fortuna c’è la strada rotabile, che ha trasformato le necessità e le abitudini dei numerosi pellegrini, che ogni anno si recano al Santuario dei SS. Cosma e Damiano. Perciò, la Diocesi l’ha restaurata e l’ha trasformata nella “Casa di accoglienza “Mons.Pantaleone Amato”: comprende otto camere da letto, tutte ben arredate e con vista a mare; una sala più ampia per gli incontri, una cucina attrezzatissima e un grande terrazzo, da cui si ammira un panorama da favola, che non ha nulla da invidiare a quello della Villa Cimbrone. All’occorrenza, potrà essere utilizzata per iniziative diocesane, di supporto all’altra Casa Diocesana in Sambuco. L’ha inaugurata il nostro arcivescovo il 25 luglio scorso. Chi in quel giorno è stato a Ravello, nella piazzetta di San Cosma, è rimasto ammirato per il clima di festa popolare con cui i familiari e i parrocchiani di Don Pantaleone hanno salutato questa iniziativa. Per tutti è stato un meritato riconoscimento della Sua opera, per la Diocesi è stato anche un altro piccolo seme gettato nel solco da lui tracciato. Che il Signore lo benedica!
Per informazioni, i sacerdoti e i religiosi potranno telefonare a Nicola Amato 338/3995916
oppure all'indirizzo e-mail: casamonsignoramato@tiscali.it

lunedì 17 marzo 2008



“… la morte non è la fine di tutto, perché chi crede in
Gesù è meritevole della vita eterna”


Tre anni fa, il Martedì Santo, ci lasciava per raggiungere il Padre celeste,

MONS. PANTALEONE AMATO

I familiari e la comunità lo ricordano con una messa di suffragio che sarà celebrata martedì 18 marzo c.a., alle ore 17.00, presso il Convento di S. Francesco.

Ravello, marzo 2008


venerdì 22 febbraio 2008

L' antica chiesa dei Santi Cosma e Damiano

Il santuario dei SS. Cosma e Damiano, così come oggi lo si vede, è molto diverso da come si presentava prima degli anni Sessanta del Novecento.
Il primo documento che menziona l’antica chiesa risale al 1397 ed è conservato nella curia metropolitana di Amalfi; è una lettera inviata dal papa Bonifacio IX al vescovo di Tropea Paolo de Grifiis in data 14 settembre. Essa disponeva che il vescovo affidasse al chierico sipontino Antonio de Fusco, la chiesa parrocchiale di Santa Maria a Gradillo e l’altra chiesa senza cura d’anime, dei Santi Cosma e Damiano di Ravello.
Nell’Archivio Vescovile di Ravello il primo documento pervenuto risale al 17 maggio 1402, scritto in gotica preumanistica. Esso ci dice che Martino Scatozza, vicario del vescovo di Ravello Ludovico Appenditano, prende possesso di alcuni beni lasciati per testamento di Francesco Vessichello, tra cui un oliveto sito nelle pertinenze di Ravello in località A la porta Dopnica (Domnica) e li vende alla chiesa dei Santi Cosma e Damiano.
Lo stesso Martino Scatozza divenuto poi rettore della Chiesa dei Santi Cosma e Damiano compra in excambium nel 1426 alcuni beni tra cui un pezzo di oliveto sito in Ravello e di cui sono definiti i confini.
Ai benefici dell’antica chiesa si aggiunge poi nel 1484 un ospizio di case sito in località alla porta De La Terra in seguito alla vendita che Amata Iusta e suoi figli Nicola Tolentino e Luigi fanno a Giacomo di Giovanni Frezza rettore della chiesa dei Santi Cosma e Damiano.
Nella visita pastorale del 1577 di mons. Paolo Fusco, la chiesa non viene menzionata forse a causa della mancanza del foglio o dei fogli all'interno del suo liber visitationis. Conosciamo, invece, una cappella dedicata ai santi medici di patronato della famiglia De Furno, al tempo “desolata e ruinata” e situata nella chiesa di S.Matteo del Pendolo.
Tra il 1610 e il 1612 durante le visite pastorali indette da mons. Francesco Bennio, l’arcivescovo ordinò che la pila per l’acqua benedetta in marmo che dal 1604 si trovava all’esterno della chiesa, venisse trasferita all’interno e asseriva che i fedeli avevano una speciale devozione verso i Santi Cosma e Damiano .
Nella seconda visita pastorale fatta eseguire dal vescovo Bernardino Panicola nel 1665 ad opera del suo vicario generale Antonio de Panicolis troviamo la chiesa dei Santi Cosma e Damiano come semplice beneficio della chiesa della Beata Maria de Lago insieme alle chiese di San Matteo e Sant’ Andrea de Pendulo. Da questa visita pastorale sappiamo inoltre che nella chiesa si conserva la statua dorata di San Cosma con reliquia. Per ordine del Vescovo però la statua è tenuta nel monastero della SS. Trinità e viene trasportata a San Cosma solo il giorno della festa.
Nel 1710 nella visita di Mons. Giuseppe Maria Perimezzi la chiesa di S.Cosma è officiata sebbene unita a quella di San Matteo del Pendolo. Nella chiesa vi trovò 23 ex-voti d’argento, donati dai fedeli “ex-devotione pro gratis ab ipsis recepitis” e ordinò che la statua di S. Cosma, esistente nella chiesa del monastero della SS. Trinità, venisse ivi trasferita con due campane, l’una dell’orologio della cattedrale e l’altra di detto monastero. La statua venne restaurata nel 1756.
Nell’Ottocento una descrizione dettagliata della piccola chiesa, chiamata dal Camera cappella di San Cosmo, è offerta dal canonico Luigi Mansi. Egli ci dice che la chiesa presenta un’unica navata coperta da una volta a botte in cui sono due altari: uno dedicato ai Santi Cosma e Damiano e l’altro a Sant’Onofrio, un santo eremita orientale il che rende più insistente l’ipotesi al momento non dimostrabile di un originario insediamento di tipo anacoretico. Proseguendo nella descrizione sappiamo di molti ex-voti collocati sul cornicione e della presenza di una sagrestia e di due stanzette senza arredi. Nel 1898 la famiglia Confalone rifece il pavimento della chiesa e ne diede testimonianza attraverso la collocazione all’ingresso di una targa in marmo. L’ingresso alla chiesetta era garantito da una lunga rampa di scale. Su un pianerottolo di questa rampa si apriva un arco con affreschi rappresentanti i due santi in una rigida posa frontale e bidimensionale di tradizione bizantina, risalenti con molta probabilità a molto prima del XIV – XV secolo, quando cioè iniziamo ad avere notizie della chiesa. Dalla sagrestia si dava voce attraverso una corda alle due campane poste su un campaniletto inserito nella roccia. Un suo rudere che ancor oggi si vede in alto sulla rupe è l’ultima traccia del passato. Il 26 settembre 1965, Mons. Angelo Rossini benediceva il nuovo Santuario tra una folla festante e commossa.

Salvatore Amato